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Il caffè è amico dell’intestino: è in grado di selezionare i batteri

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Il caffè può essere un alleato quotidiano per il benessere fisico dell’intestino, selezionando i batteri buoni del microbiota, ma come?

Il caffè, la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua, è noto per essere l’immancabile compagno del risveglio di milioni di persone. Tuttavia, oltre all’aroma e alla capacità di ridare energia, il caffè rivela un altro importante beneficio: è un ‘amico’ del microbiota intestinale. L’immunologo Mauro Minelli, docente di dietetica e nutrizione all’Università Lum, sottolinea come i batteri del nostro intestino sembrano apprezzare gli effetti della bevanda. Questa interazione potrebbe avere implicazioni significative per la salute umana, offrendo una protezione contro malattie come il diabete di tipo 2 e le steatosi epatiche non alcoliche.

 

La ricerca scientifica ha iniziato a decifrare come il caffè influenzi positivamente il microbiota intestinale. Tra le varie molecole presenti nel caffè vi è la caffeina, un alcaloide che favorisce la liberazione di neurotrasmettitori come l’adrenalina. Questo non solo ci fa sentire più energici ma sembra anche inibire la secrezione di fattori infiammatori nella mucosa del colon. Inoltre, alcuni studi suggeriscono che la caffeina possa bloccare la crescita cellulare nei tumori, sebbene questi risultati necessitino ancora di ulteriori conferme.

 I polifenoli: guerrieri silenziosi contro le malattie

Oltre alla caffeina, nel caffè sono presenti i polifenoli che includono l’acido caffeico con effetti neuroprotettivi potenziali contro le patologie neurodegenerative. Queste sostanze hanno dimostrato una capacità notevole nel modulare il microbiota intestinale favorendo la crescita di batteri benefici come Faecalibacterium e Lactobacillus e contribuendo così a un miglioramento generale della salute dell’intestino.

Caffè e intestino
Il caffè aiuta l’intestino-Ansa-3sulblog.com

Nonostante i numerosi benefici associati al consumo moderato di caffè, esistono anche degli effetti negativi da considerare. Il caffè può causare assuefazione e aggravare malattie cardiovascolari preesistenti. È particolarmente sconsigliato in gravidanza a causa dei possibili rischi legati ad un consumo eccessivo sulla crescita intrauterina del feto. Inoltre, chi soffre di reflusso gastroesofageo o gastrite dovrebbe limitarne l’assunzione data la maggiore secrezione dei succhi gastrici indotta dal caffè.

Alcuni composti specificamente presenti nel caffè hanno mostrato un’influenza diretta sulla composizione del microbiota intestinale: gli acidi clorogenici e la caffeina favoriscono l’aumento della presenza del genere Akkermansia mentre riducono quella degli Escherichia coli ed altri batterio meno benefici per il nostro organismo. I polifenoli contenuti nella bevanda giocano quindi un ruolo cruciale nell’aumentare i livelli dei batterio buoni associati alla produzione degli acidi grassi a catena corta essenziali per mantenere uno stato salutistico ottimale dell’intestino. In definitiva, mentre si continua ad esplorare questo mondo sommerso ed affascinante rappresentato dal nostro microbiota intestinale attraverso ricerche scientifiche avanzate; già ora possiamo apprezzare quanto una semplice abitudine quotidiana come bere una tazza di buon caffè possa contribuire significativamente al nostro benessere fisico selezionando i “batterio buoni” indispensabili per una vita sana.