Povia e il concerto annullato: ‘etichettato come cantante di destra’
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Ingredienti:
– 100 gr Fesa di Tacchino ( a fette)
– 100 gr Polpa di vitello ( a fettine)
– 50 gr Mortadella di Bologna ( a fette)
– 50 gr Prosciutto crudo ( a fette)
– 20 gr Burro
– 250 gr Farina bianca
– 3 Uova
– 3 cucchiai Vino Bianco Secco
– 1,5 L Brodo Di Carne
– 5 cucchiai Formaggio grana grattugiato
– un pizzico Noce Moscata
– Sale, Pepe q.b.

Procedimento
Mettere sul fuoco un tegame largo con il burro; non appena si sarà sciolto disporvi i due tipi di carne a fettine e lasciarle cuocere a fuoco piuttosto vivace per circa 20 minuti, bagnandole di tanto in tanto con il vino bianco.
A cottura ultimata togliere le carni (lasciando nel tegame il fondo di cottura) e passarle nel tritatutto con le fette di mortadella e di prosciutto.
Rimettere il composto nel tegame con il fondo di cottura; unire la metà del formaggio, 1 uovo intero, un pizzico di noce moscata, il sale e il pepe, amalgamando bene tutti gli ingredienti.
Versare la farina a fontana sulla spianatoia, rompervi al centro le 2 uova, unire un pizzico di sale e un cucchiaio d’acqua fredda; impastare e lavorare per circa 15 minuti il composto, sino ad ottenere una pasta piuttosto soda.
Stendere la pasta con il mattarello in una sfoglia sottile, dalla quale verrano ricavati con il tagliapasta dei dischi sui quali disporre, con l’aiuto di un cucchiaino, piccole quantità del composto.
Ripiegare la pasta, formando delle mezzelune e premendo con la punta delle dita tutto intorno al bordo.
Avvolgere le mezzelune intorno al dito indice, in modo da sovrapporre le estremità e premere bene affinché rimangano unite.
Versare in una pentola il brodo di carne: portarlo ad ebollizione a fuoco vivace, quindi versarvi i tortellini.
Mescolare i tortellini di tanto in tanto con delicatezza per non romperli e lasciarli cuocere per pochi minuti a fuoco basso.
Non appena saranno venuti a galla, versarli nella zuppiera e servirli con il formaggio grana rimasto.

Consigli
La cottura tradizionale é quella in brodo: in tal caso si preparano i tortellini molto piccoli, da 12 a 18 per commensale.
Da qualche decennio però c’é anche la tendenza a servire i tortellini asciutti, o in pasticcio o in crosta, dando ad essi una dimensione maggiore e calcolandone da 30 a 40 per commensale.
Curiosità
Il nome dei tortellini deriva dal diminutivo di tortello e, a sua volta, da “piccola torta”: la forma sarebbe dovuta, secondo una versione apocrifa del 2° canto della Secchia Rapita, a un oste “guercio e bolognese” che si sarebbe ispirato, dopo aver visto la dea che dormiva, all’ombelico di Venere.
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