Povia e il concerto annullato: ‘etichettato come cantante di destra’
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WhatsApp è diventato ufficialmente a pagamento anche per gli utenti iPhone. Il tanto discusso canone è diventato realtà anche per i possessori dello smartphone Apple, anche se soltanto per i nuovi clienti, che utilizzeranno il famoso instant messenger per la prima volta; per gli altri rimarrà gratuito a vita. Su Android la storia è diversa, tutti coloro che utilizzano l’app saranno costretti a pagare un canone annuo di 0,89 € per continuare ad utilizzare WhatsApp, una volta scaduto il primo anno offerto gratuitamente.
Sembra in controtendenza il canone a pagamento, in un mondo tecnologico, dove regna la corsa all’offerta dei servizi gratuiti ma contornati da pubblicità, tuttavia in molti si dicono pronti al massiccio esodo, indignati dall’obbligo del pagamento di un canone anche se irrisorio, se considerato sulla base di un anno. Attualmente le alternative a WhatsApp, sono numerose, alcune delle quali sicuramente destinate a crescere: un esempio sono Vibe e lo stesso Facebook Messenger, che hanno incrementato notevolmente l’utilizzo, dopo l’annuncio dello scorso marzo, che vedeva WhatsApp a pagamento a partire da luglio 2013. Una new entry che si affaccia sull’AppStore è la promettente WeChat che conta già oltre 300 milioni di utenti al proprio attivo!
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