Povia e il concerto annullato: ‘etichettato come cantante di destra’
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Salvatore Parolisi è stato arrestato per evitare l’inquinamento di prove, relativamente all’omicidio della moglie Melania Rea. Sembra dunque che l’accusa sia riuscita nel proprio intento, a far emettere un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del caporal maggiore dell’esercito, marito della sfortunata mamma 29enne, uccisa selvaggiamente con 33 coltellate, lo scorso 18 aprile.
E’ il gip di Ascoli a dare luogo al provvedimento; al momento non è ancora chiaro se Parolisi verrà interrogato immediatamente o tradotto direttamente in carcere. La paura degli inquirenti è che Salvatore Parolisi possa inquinare le prove: il profilo su Facebook cancellato il giorno dopo la scomparsa di Melania, ed un cellulare nascosto, hanno portato a questa conclusione.
Foto credits Sgobbone via flickr.com under CC license

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Una risposta
Salvatore Parolisi è stato arrestato questa mattina per l’omicidio, direi premeditato, di sua moglie Melania Rea. Era evidente fin dall’inizio che fosse l’assassino della moglie, ed i numerosissimi indizi raccolti sono tutti univoci e concordanti contro di lui, da costituire una prova valida e decisiva nel complesso. Ora deve solo collaborare, parlare, raccontare tutto, se vuole evitare l’ergastolo. Ha depistato finché ha potuto, comprese le tre macchioline di sangue di Melania nell’auto, lavandole, che erano cadute dai suoi abiti sporchi del sangue della moglie. Tra tante menzogne, Salvatore ha raccontato solo due mezze verità, che però l’hanno incastrato: la pipì di Melania, non nel bagno del chiosco del pianoro di Colle San Marco, ma nella pineta del Bosco delle Casermette, ed il caffè bevuto dalla donna, non nel bar-ristorante di Colle San Marco, ma a casa sua, a Folignano, prima di uscire, per l’ultimo viaggio senza ritorno, con destinazione luogo del delitto e della sua morte, per mano dell’uomo che lei amava.